Questo sito utilizza cookie e tecnologie simili anche di terze parti.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa Cookie

Cosa sono i Cookies
Un cookie è un piccolo file di dati che può essere archiviato nella cartella dei files del vostro browser (programma di navigazione, es: Chrome, Internet Explorer, Safari, etc.) quando si accede al nostro sito web. Quando si visita il sito, i cookies potrebbero essere stabiliti da Watford Italia (solo a livello tecnico) o da altre aziende (cookie di terzi parti) quali ad esempio cookies di Google Analytics o altri fornitori di servizi web e vengono impostati solo con il vostro consenso.
 
Cookie di sessione o transiente
Sono cookies temporanei e sono essenziali per il corretto funzionamento delle pagine web visitate, permangono solo mentre si accede a questo sito web e vengono eliminati quando si chiude il browser. I cookies di sessione aiutano ad esempio il sito a ricordare le scelte nella pagina precedente evitando di reinserire le informazioni. Questi cookies non contengono informazioni personali e non possono essere utilizzati per identificarvi.
 
Cookie dell’utente o persistente
Sono cookies persistenti e vengono definiti la prima volta che il visitatore accede al sito e rimane per una durata stabilita dal sito web (normalmente 12 mesi), anche se alcuni strumenti definiscono cookie della durata di cinquant’anni. Il cookie dell’utente aiuta ad identificare l’azione di uno specifico browser che giunge sul sito web considerandolo come visitatore univoco. Il cookie rimane nel browser finchè non lo si cancella volutamente, attraverso azioni manuali o automatiche del
browser usato per la navigazione, finché non si reinstalla il browser o finché non si svolgono altre azioni analoghe.
 
Cookies diretti o di terze parti
Durante la visita delle pagine in cui sono presenti contenuti incorporati, come un video di YouTube ad esempio, si potrebbero ricevere cookies da tali siti web, Watford Italia non ha alcun controllo sull’impostazione di questi cookies che potrebbero rimanere memorizzati nel vostro browser finché non vengono eliminati o fin quando non raggiungono la loro data di scadenza impostata. Qualora ci siano dei dubbi in merito a tali cookies, verificare i siti web di terzi per ottenere ulteriori informazioni sui loro cookies e capire come gestirli.
 
Collegamenti esterni
Per ulteriori informazioni sui cookies visitare: All About Cookies , Garante sulla Privacy , Wikipedia.

Home

Sen. Francesco Giacobbe (PD): Affari Esteri - Audizione Ministro Affari Esteri Moavero Milanesi sulle linee guida del dicastero

Il Senatore Francesco Giacobbe(PD) è intervenuto oggi in sede di commissioni congiunte di Camera e Senato Affari Esteri ed Emigrazione durante l'audizione del Ministro Moavero Milanesi sulle linee programmatiche del suo Dicastero.

Nel corso del suo intervento Moavero Milanesi ha ricordato che gli italiani all'estero sono una "realtà importante" e per questo la Farnesina intende potenziare, tra le altre cose, la rete degli istituti culturali all'estero, preservare il made in Italy e gestire gli effetti della Brexit sui cittadini che vivono nel Regno Unito.

"Dovremmo pensare alle nostre comunità al di là delle questioni sentimentali" - ha dichiarato il Senatore -"perché sono perfettamente integrate e possono essere di grande assistenza alla promozione dell'Italia nel Mondo aiutando a coglierne le grandi opportunità specialmente in mercati lontani come ad esempio nel sud est asiatico. In Australia, dove vivo, abbiamo rapporti privilegiati con questi Paesi e tantissimi australiani di origine italiana lavorano in questo settore. Potrebbero rappresentare una grande risorsa per facilitare l’ingresso delle aziende italiane in quelle realtà. Per utilizzare bene questo potenziale servono molte cose, tra cui i servizi di cittadinanza, il riacquisto della cittadinanza perduta in Australia o negli Stati Uniti e rafforzare i legami culturali" - ha continuato Giacobbe - "bisogna andare verso la diffusione della lingua italiana nelle scuole e capire che ogni euro speso in cultura è un investimento a lungo termine". "Il Governo precedente ha fatto molto, invertendo la rotta del passato e riallocando nuove risorse. Spero che il nuovo Governo possa continuare su questa strada" - ha concluso il Senatore.

Il Ministro nella replica si è detto d'accordo con l'intervento del Senatore Giacobbe e che bisogna riconoscere il valore morale e sentimentale della nostra storia e delle nostre Comunità cosciente che oggi queste hanno un valore, anche economico, molto importante per l'Italia.

PARLAMENTARI PD ESTERO: BUON LAVORO A MERLO E PICCHI. GLI ITALIANI ALL’ESTERO SIANO UNA LEVA STRATEGICA PER IL PAESE

Esprimiamo gli auguri di buon lavoro al Senatore Ricardo Merlo e all’Onorevole Guglielmo Picchi per la nomina a Sottosegretari agli affari esteri e alla cooperazione internazionale, che probabilmente preluderà anche all’assegnazione a uno dei due della delega per gli italiani nel mondo.

È positivo che tale responsabilità tocchi a chi ha una conoscenza diretta della vita e dei problemi delle nostre comunità all’estero. Su questo piano, anche se per noi le distanze dalle posizioni generali di questo governo e, in particolare, dalle opzioni di politica estera restano grandi, non mancheranno i nostri costruttivi suggerimenti e la nostra costante sollecitazione a ben operare. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: gli interessi degli italiani all’estero vengono prima di tutto. Per quanto ci riguarda, resteremo fedeli a questa scelta, pur nelle difficili condizioni date.

Al di là dei risvolti personali, comunque, in questa fase di impostazione degli indirizzi politici del nuovo esecutivo ci preme ribadire un orientamento di fondo che, con impegno e non senza fatica, si è cercato di far maturare in questi anni: gli italiani all’estero non sono una categoria da assistere ma una delle principali leve strategiche che l’Italia ha nelle mani per internazionalizzare il suo Sistema Paese e per realizzare una sua presenza attiva a livello globale. Sarebbe un grave errore se, parafrasando uno degli slogan più ascoltati durante la campagna elettorale, in nome di una nominale priorità, fossero rimessi in un ghetto o in una trincea assistenzialistica e difensiva.

In questa ottica, l’esperienza ci dice che non bastano le buone intenzioni: nulla è scontato e nulla è ipotecato, ma tutto deve essere costruito con la chiarezza e la credibilità delle proposte, con l’unità delle forze e con le scelte che riguarderanno l’intero Paese, all’interno e nella sua proiezione internazionale.  

 

I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro     

NAVE AQUARIUS/ PARLAMENTARI PD ESTERO: NON USARE LA VITA DELLE PERSONE PER ESIBIZIONI DI DIPLOMAZIA MUSCOLARE

“629 persone, di cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, raccolte al largo della Libia dalla nave Aquarius, sono il simbolo innocente e dolente della prova di forza che il Ministro Salvini e il governo Conte hanno voluto intraprendere nominalmente con Malta e indirettamente con i partner europei. In non casuale coincidenza con la consultazione elettorale amministrativa”. Così, in una nota congiunta, i sei parlamentari Pd eletti all’estero, i senatori Garavini e Giacobbe, e i deputati Carè, La Marca, Schirò e Ungaro, criticano la posizione del Ministro dell’Interno che ieri ha deciso di chiudere i porti italiani alla nave di Sos Mediterranée con 629 migranti a bordo.
“629 persone: vite umane, usate cinicamente come oggetto di polemica bilaterale e confronto internazionale e come pretesto di propaganda elettorale”, stigmatizzano i parlamentari Pd. “Da parte di forze che hanno sempre chiesto di riaffermare le radici cristiane dell'Europa al posto della sua tradizione di laicità e di libertà e che non si vergognano di esibire simboli religiosi in manifestazioni elettorali. E in nome di un paese che, con il suo 2,4 per mille, ha la percentuale più bassa di richiedenti asilo su mille abitanti tra tutti i paesi europei”.
“Non ci interessano i cavilli avvocateschi che consentirebbero in alcuni casi di derogare agli obblighi internazionali di accoglienza sanciti da trattati ai quali l'Italia ha aderito da decenni. Ci interessa – continuano i democratici – che le persone siano messe al sicuro e che ad esse si applichino con umanità ed equità i criteri di selezione in vigore per i richiedenti asilo”.
“Ci interessa ancora di più – continua la nota – che il nome degli italiani, che in trenta milioni sono stati emigranti e hanno riempito con il loro nome le tragedie del mare e del lavoro in tutto il mondo, non sia associato ad operazioni che scambiano persone e destini con trattative diplomatiche o, peggio ancora, con esibizioni muscolari. Il problema degli immigrati è certamente il maggior fattore di tensione nei rapporti comunitari e lo si affronti con la necessaria fermezza con i nostri partner. Non mettendo in gioco, tuttavia, vite umane, ma, allo stesso tempo, - concludono Garavini, Giacobbe, Carè, la Marca, Schirò e Ungaro – perseguendo la linea di freno e controllo nei luoghi di partenza, già adottata dal governo Gentiloni e dal ministro Minniti, con risultati obiettivamente significativi”.

Tunisia, Giacobbe (Pd): Salvini e Moavero tuteleranno comunità italiana?

Non sono piaciute alla Tunisia le prime parole di Matteo Salvini da ministro dell’Interno, in particolare quelle in cui il leader leghista diceva, dalla in Sicilia, che Tunisi “non esporta certo brave persone ma galeotti”. La risposta è stata che il ministro degli Esteri tunisino ha immediatamente convocato l’ambasciatore italiano a Tunisi. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal nuovo ministro degli Interni Matteo Salvini – si legge nella nota del ministero degli Esteri tunisino - L'Ambasciatore d'Italia in Tunisia è stato ricevuto presso il Ministero degli Esteri per informarlo dello stupore della Tunisia per tali dichiarazioni, che non riflettono il livello di cooperazione tra i due paesi nel trattare il fascicolo migratorio e i vari meccanismi di coordinamento tra gli interessi tunisini e italiani”. Alla luce di quanto accaduto, il senatore del Partito Democratico eletto in Australia Francesco Giacobbe ha inviato ieri al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al ministro degli Interni un’interrogazione urgente a risposta scritta per chiedere “quale azioni intendano portare avanti i ministri interrogati in merito a tale situazione venutasi a creare a salvaguardia della nostra Comunità italiana a Tunisi e a salvaguardia dei programmi di cooperazione esistenti in materia di immigrazione tra i due Paesi con l'obiettivo di tenere saldi i rapporti Italia-Tunisia”.

L’EMIGRAZIONE ITALIANA Giacobbe nella sua interrogazione ha ricordato che “l'emigrazione italiana verso la Tunisia risale ai primi anni dell'800” che “i nostri concittadini hanno trovato da sempre accoglienza e rispetto; l'emigrazione italiana in quegli anni fatta da uomini e donne alla ricerca di lavoro, di un rifugio o per sviluppare una impresa anche a volte in maniera clandestina è paragonabile oggi a quello che molti tunisini stanno facendo a ritroso percorrendo strade simili”. In tutti questi anni, continua Giacobbe nella sua interrogazione, “la società tunisina ha avuto sentimenti di rispetto nei confronti della Comunità italiana riconoscendone dignità e valore; oggi l'Italia grazie ad un egregio lavoro diplomatico, culturale, economico, sociale e politico portato avanti dalla comunità e dai loro rappresentanti è il primo partner economico della Tunisia e le parole pronunciate dal ministro interrogato offendono i tunisini mettendo a rischio la vita pacifica di migliaia di italiani lì residenti”.

PARLAMENTARI PD ESTERO: NO A UN’ITALIA PIU’ PICCOLA, ISOLATA E XENOFOBA. DAGLI ITALIANI ALL’ESTERO UNA RICHIESTA DI APERTURA E DI CONCRETEZZA

Il voto contrario al governo Lega-5Stelle, che abbiamo manifestato al Senato e che ci accingiamo a confermare alla Camera, al di là di qualsiasi pregiudizio politico si lega ai motivi profondi di cui ci sentiamo portatori come espressione del mondo dell’emigrazione e della nuova italianità nel contesto globale. Di questi valori di apertura internazionale, di rafforzamento dell’immagine e del ruolo dell’Italia, di incontro tra popoli e culture diverse, di governance degli strutturali processi di migrazione, di promozione del Sistema Paese nel mondo, di interculturalità e di solidarietà umana non esistono tracce visibili nel contratto di governo né nel discorso programmatico del Presidente Conte.  

Un discorso, pronunciato in un ‘aula senatoriale trasformata in una specie di palazzetto dello sport, che si risolve in un lungo elenco di generiche intenzioni e di slogan verniciati di nuovismo, per nessuno dei quali è indicato un qualche elemento di compatibilità finanziaria e di gradualità operativa. L’idea di Paese che ne esce è quella di una società dominata da preoccupazioni assistenzialistiche, pronta a interpretare i vincoli europei in termini conflittuali e polemici, senza alcuna visione multilaterale, inconsapevole delle reti di promozione che pure possiede nel mondo sul piano linguistico-culturale, imprenditoriale e professionale, commerciale, grazie anche alle decine di milioni di persone d’origine. Un’Italia, insomma, che ha scelto i suoi nuovi alleati: in Europa Orbàn e nel mondo Putin.

I cinque milioni di cittadini italiani all’estero sono finalmente evocati in un discorso programmatico, ma come protagonisti di brogli elettorali e di criticità, che naturalmente il governo si propone di stroncare. Di fronte all’esperienza di partecipazione democratica realizzata con la circoscrizione Estero vengono i brividi, sarebbe stato mille volte meglio essere ignorati.

“Non siamo e non saremo mai razzisti”, ha proclamato enfaticamente Conte, dopo due giorni di raggelante silenzio sulla morte del povero Sacko, difensore di braccianti sfruttati. Ma più del programma recitato, pesa il programma reale della “pacchia è finita” e dell’”esportazione di galeotti”, così come le posizioni di altri ministri sulla famiglia, sulle questioni di genere, sui vaccini e altro ancora.

Governare significa programmare, fare, realizzare. Gli italiani all’estero in questi anni sono stati destinatari di scelte, politiche, azioni di governo consolidate nel tempo. Vedremo, al di là delle parole di autolegittimazione e di autoconsolazione, quali saranno le proposte e i fatti. Pronti con spirito costruttivo a stimolare, a suggerire, a concorrere al miglior esito delle azioni da mettere in campo, ma anche a giudicare e a levare con fermezza una voce critica quando gli interessi degli italiani all’estero lo richiedano.    

 

I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

PARLAMENTARI PD ESTERO: DALL’”ACCORDO DI GOVERNO” LEGA-5STELLE L’IMMAGINE DI UN’ITALIA CHIUSA E POLEMICA SUL PIANO INTERNAZIONALE

Non ci sorprende il ripescaggio per il rotto della cuffia degli italiani all’estero nell’elenco di intenti, definito enfaticamente “contratto di governo”, stipulato tra Lega e Movimento 5Stelle. Che altro ci si poteva attendere da chi fino a ieri ha considerato chi emigra un incapace di farsi una vita in Italia e si è accanito, in Parlamento e fuori, contro la rappresentanza dei cittadini all’estero, la circoscrizione Estero e l’esercizio di voto che ha reso finalmente ed “effettivamente” cittadini oltre quattro milioni di persone?

Ci preoccupano di più, invece, l’indirizzo di fondo del cosiddetto “contratto di governo” e l’immagine dell’Italia che esso propone all’opinione pubblica e ai nostri partner internazionali. La comunità italiana nel mondo è evocata come mercato del Made in Italy. L’Europa, ancoraggio indispensabile per un Paese con molti problemi come il nostro, è indicata come controparte e, tra le righe, come nemica. Altro che cittadinanza europea! L’internazionalizzazione del sistema Italia, scelta di fondo dei governi a guida PD per superare crisi economica e criticità interne e per aprirsi spazi reali nel contesto globale, esce dall’orizzonte strategico del Paese.

Tra gli impegni da assolvere a livello internazionale è più lunga la lista di quelli da rivedere o superare che non di quelli da onorare e sviluppare. Non a caso, il profilo delle nuove forze di governo ai nostri maggiori partner appare “paradossale”.

I centri regionali di detenzione per il rimpatrio e l’esclusione dagli asili dei figli degli immigrati ci danno brividi profondi e ci riportano alla mente le pagine più dolorose di xenofobia contro gli emigrati italiani.

Gli italiani all’estero hanno bisogno come dell’aria che si respira di un’immagine positiva dell’Italia. Ci sono voluti anni per restaurarla, dopo parentesi di discredito e talvolta da operetta. Oggi si rischia di tornare al punto di partenza.

L’opposizione che faremo, ragionata propositiva e ferma, non è dunque una posizione di parte, ma un atto di responsabilità verso l’Italia e verso i suoi cittadini nel mondo.

 

I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro 

GIACOBBE (PD) AL XIV CONGRESSO NAZIONALE UIL SCUOLA DI MONTESILVANO

ROMA Il senatore PD eletto in Australia Francesco Giacobbe ha partecipato nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 maggio al XVI Congresso nazionale della UIL scuola, in corso in questi giorni a Montesilvano, in Abruzzo.
Nell'ambito dei lavori del Congresso è stato affrontato il tema delle scuole italiane all'estero e il ruolo del loro personale.
"La mia attività da parlamentare svolta in questi anni ha mirato sempre alla salvaguardia di un comparto, il vostro, fondamentale per gli italiani all'estero e per le nostre comunità", ha dichiarato Giacobbe.
"Siamo riusciti in questi anni, in7sieme al lavoro portato avanti con gli altri colleghi parlamentari, a raggiungere degli obiettivi soprattutto a livello economico con l'investimento di nuove risorse pubbliche e salvaguardia anche del personale", ha continuato il senatore. "Sempre in questa ottica e nel caso specifico, nei giorni scorsi", ha riferito, "ho provveduto a presentare una interrogazione in cui chiedo al Ministero quali azioni intenda attuare per l'invio di personale docente di ruolo alla scuola Italiana di Asmara e nel solco di questo impegno ho voluto sottolineare il lavoro fondamentale fatto di tutto il personale della scuola all'estero".
"L'impegno per il futuro", ha poi assicurato il senatore Giacobbe, "sarà affinché al personale venga dato il giusto riconoscimento per l'attività professionale svolta e sempre un maggiore coinvolgimento e coordinamento tra i soggetti che operano all'estero per la promozione e la diffusione della lingua e cultura italiana", ha concluso. 

Pagina 1 di 20

Informati

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sull'attività di Francesco Giacobbe

Senato della Repubblica www.senato.it