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PARLAMENTARI PD ESTERO: DALL’”ACCORDO DI GOVERNO” LEGA-5STELLE L’IMMAGINE DI UN’ITALIA CHIUSA E POLEMICA SUL PIANO INTERNAZIONALE

Non ci sorprende il ripescaggio per il rotto della cuffia degli italiani all’estero nell’elenco di intenti, definito enfaticamente “contratto di governo”, stipulato tra Lega e Movimento 5Stelle. Che altro ci si poteva attendere da chi fino a ieri ha considerato chi emigra un incapace di farsi una vita in Italia e si è accanito, in Parlamento e fuori, contro la rappresentanza dei cittadini all’estero, la circoscrizione Estero e l’esercizio di voto che ha reso finalmente ed “effettivamente” cittadini oltre quattro milioni di persone?

Ci preoccupano di più, invece, l’indirizzo di fondo del cosiddetto “contratto di governo” e l’immagine dell’Italia che esso propone all’opinione pubblica e ai nostri partner internazionali. La comunità italiana nel mondo è evocata come mercato del Made in Italy. L’Europa, ancoraggio indispensabile per un Paese con molti problemi come il nostro, è indicata come controparte e, tra le righe, come nemica. Altro che cittadinanza europea! L’internazionalizzazione del sistema Italia, scelta di fondo dei governi a guida PD per superare crisi economica e criticità interne e per aprirsi spazi reali nel contesto globale, esce dall’orizzonte strategico del Paese.

Tra gli impegni da assolvere a livello internazionale è più lunga la lista di quelli da rivedere o superare che non di quelli da onorare e sviluppare. Non a caso, il profilo delle nuove forze di governo ai nostri maggiori partner appare “paradossale”.

I centri regionali di detenzione per il rimpatrio e l’esclusione dagli asili dei figli degli immigrati ci danno brividi profondi e ci riportano alla mente le pagine più dolorose di xenofobia contro gli emigrati italiani.

Gli italiani all’estero hanno bisogno come dell’aria che si respira di un’immagine positiva dell’Italia. Ci sono voluti anni per restaurarla, dopo parentesi di discredito e talvolta da operetta. Oggi si rischia di tornare al punto di partenza.

L’opposizione che faremo, ragionata propositiva e ferma, non è dunque una posizione di parte, ma un atto di responsabilità verso l’Italia e verso i suoi cittadini nel mondo.

 

I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro 

GIACOBBE (PD) AL XIV CONGRESSO NAZIONALE UIL SCUOLA DI MONTESILVANO

ROMA Il senatore PD eletto in Australia Francesco Giacobbe ha partecipato nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 maggio al XVI Congresso nazionale della UIL scuola, in corso in questi giorni a Montesilvano, in Abruzzo.
Nell'ambito dei lavori del Congresso è stato affrontato il tema delle scuole italiane all'estero e il ruolo del loro personale.
"La mia attività da parlamentare svolta in questi anni ha mirato sempre alla salvaguardia di un comparto, il vostro, fondamentale per gli italiani all'estero e per le nostre comunità", ha dichiarato Giacobbe.
"Siamo riusciti in questi anni, in7sieme al lavoro portato avanti con gli altri colleghi parlamentari, a raggiungere degli obiettivi soprattutto a livello economico con l'investimento di nuove risorse pubbliche e salvaguardia anche del personale", ha continuato il senatore. "Sempre in questa ottica e nel caso specifico, nei giorni scorsi", ha riferito, "ho provveduto a presentare una interrogazione in cui chiedo al Ministero quali azioni intenda attuare per l'invio di personale docente di ruolo alla scuola Italiana di Asmara e nel solco di questo impegno ho voluto sottolineare il lavoro fondamentale fatto di tutto il personale della scuola all'estero".
"L'impegno per il futuro", ha poi assicurato il senatore Giacobbe, "sarà affinché al personale venga dato il giusto riconoscimento per l'attività professionale svolta e sempre un maggiore coinvolgimento e coordinamento tra i soggetti che operano all'estero per la promozione e la diffusione della lingua e cultura italiana", ha concluso. 

PARLAMENTARI PD ESTERO: AUGURI PER I 50 ANNI DELLA MIGRANTES E IMPEGNO PER LA DIGNITA’ DEI MIGRANTI

La Migrantes, l’organismo pastorale della Commissione episcopale italiana, ha ricordato i suoi trent’anni di impegno verso i migranti che, uniti ai precedenti vent’anni di lavoro dell’UCEI (Ufficio centrale per l’emigrazione italiana), fanno mezzo secolo di lavoro assiduo e operoso sulla difficile frontiera della mobilità italiana e internazionale.

Nel corso dell’incontro di presentazione dell’opera che ricorda questo percorso - Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti -, in cinque volumi, sono state ricordate le quattro “passioni” che hanno sorretto e dato impulso all’attività della Fondazione: la conoscenza delle migrazioni («non solo leggere ma scrutare»); l’accoglienza, in nome della ricerca di una “santità ospitale”; l’accompagnamento del migrante nella realtà di accoglimento; la dignità dell’uomo come criterio basilare nelle condizioni di vita, nelle relazioni sociali e civili, nei rapporti di lavoro.

Nell’incontro si sono evidenziate consapevolezza e determinazione in ordine alla necessità di relazionarsi alle migrazioni come un dato strutturale della contemporaneità, ma anche preoccupazione sul modo in cui in Europa e in Italia si guarda a questo ineliminabile fenomeno. In particolare, è venuto l’autorevole invito a «non allentare la presa per il condizionamento di culture politiche che fanno del rifiuto del migrante la loro bandiera».

Desideriamo esprimere il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine per quanto da tempo la rete della Migrantes ha fatto per i migranti e per le comunità italiane nel mondo, non solo in termini di formazione e servizio religioso ma anche di sostegno sociale e civile, e fare alla Fondazione gli auguri di un ancora lungo percorso. Nello stesso tempo, in virtù del patrimonio storico ed etico dell’emigrazione italiana, ci sentiamo aperti e pronti al dialogo sui valori e sulle azioni necessarie ad assicurare l’integrità, la dignità e la possibilità di miglioramento dei migranti, in un quadro di equilibrata governance dei processi migratori e di necessaria sicurezza.  Soprattutto nel momento in cui la vita di centinaia di migliaia di persone sembra diventare merce di scambio di accordi di governo all’insegna dell’egoismo e della demagogia.

 

I Parlamentari del PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro      

PARLAMENTARI PD ESTERO: GRAZIE AL SOTTOSEGRETARIO VINCENZO AMENDOLA PER LA SVOLTA NELLE POLITICHE PER GLI ITALIANI NEL MONDO

Nel giro di poche ore l’on. Vincenzo Amendola, Sottosegretario agli affari esteri nel gabinetto Gentiloni, con delega per gli italiani nel mondo, cesserà dalle sue funzioni di governo. Desideriamo ringraziarlo non in modo convenzionale per il garbo, la disponibilità personale e politica e la correttezza istituzionale con cui ha svolto il suo mandato. Con non minore convinzione, vogliamo dargli atto del modo come si è confrontato con i problemi e del metodo di lavoro adottato, che hanno privilegiato sempre il merito e la conoscenza dei temi in discussione, senza alcuna indulgenza per note retoriche tanto frequenti nel nostro mondo. Il fatto di essere figlio di emigranti e lui stesso in giovane età italiano all’estero, non è stato mai inteso come un salvacondotto dialettico, ma – semmai – come un richiamo etico e un dovere di responsabilità verso un mondo che conosceva dall’interno.

Nella fase di gestione della sua delega è avvenuta, per un fecondo intreccio tra iniziativa parlamentare e azione di governo, la svolta più profonda nelle politiche per gli italiani all’estero, penalizzate in precedenza da restrizioni di spesa e tagli lineari. Ci riferiamo, per stare ai fatti, ai 150 milioni per la promozione di lingua e cultura nel mondo, al consolidamento della spesa storica di 12 milioni per gli enti gestori, ai quattro milioni aggiuntivi per i servizi consolari ai connazionali, al blocco della chiusura delle sedi, anzi all’avvio delle riaperture, come l’Ambasciata a Santo Domingo e quella prossima dell’ufficio consolare di Manchester, alla riorganizzazione delle normative per la scuola italiana all’estero (Decreto 64), al ritorno alle iniziali dotazioni di bilancio per i COMITES e per il CGIE, all’aumento del 50% del sostegno alla stampa periodica e ad altro ancora.

Partendo da queste concrete premesse e approfittando del miglioramento complessivo dei conti pubblici che l’opera dei governi a guida PD ha consentito, si potrebbero, anzi si dovrebbero fare ancora tante cose, migliorando le posizioni raggiunte e aprendo linee innovative, soprattutto nei campi delle nuove mobilità, dei ricercatori italiani nel mondo, della promozione integrata del Sistema Paese all’estero. Ma le preoccupazioni di chi ha vinto le elezioni sembrano evidentemente diverse, quelle di contendersi il potere istituzionale entro un complesso gioco di inclusioni e di esclusioni, motivate da ragioni politiciste e fondamentalmente strumentali. Motivazioni che non si fermano nemmeno di fronte al rischio di traumatizzare il Paese con nuove e balneari elezioni, probabilmente non risolutive e quindi inutili.

Intanto l’Italia e ferma e le potenzialità degli italiani all’estero restano congelate, rinviate a data da destinarsi. L’azione politica riformatrice e responsabile dei governi Letta, Renzi e Gentiloni, che si sono susseguiti nella scorsa legislatura, e il metodo politico di uomini come Vincenzo Amendola servano non solo come elemento di comparazione ma anche come stimolo a recuperare, almeno in parte, il senso dello Stato e il dovere delle responsabilità in un momento veramente difficile per la vita del Paese.

Gli eletti all’estero del PD: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro  

GIACOBBE (PD): DA ADELAIDE A COSENZA PER SEGUIRE IL CORSO DI LINGUA E CULTURA

COSENZA- La Regione Calabria nei mesi scorsi aveva indetto un concorso in collaborazione con l'Università per stranieri di Reggio Calabria e l'Università della Calabria di Cosenza per permettere a studenti stranieri di origini calabresi di seguire delle attività formative tra cui il corso di lingua e Cultura Italiana.
Al bando hanno partecipato numerosi ragazzi; ad aggiudicarsi il concorso dall'Australia Natalie Michaela Fazzari e Anthony Gabriel Fazzari, il corso si terrà presso l’Università della Calabria di Cosenza dal 14 maggio all’8 giugno 2018.
"Un risultato che ci riempie di orgoglio" - dichiara il Senatore Pd Francesco Giacobbe - "un lavoro portato avanti congiuntamente dalla Federazione dei Calabresi del South Australia con il suo presidente Martino Princi, consultore della Regione Calabria per il Sud Australia, la stessa Consulta dei Calabresi nel Mondo con tutti i suoi rappresentanti e le Istituzioni".
"In questi anni – ricorda Giacobbe, eletto in Australia – ho avuto modo di partecipare alla consueta riunione della Consulta in Calabria ed ho trovato nelle Istituzioni lì rappresentate particolare attenzione ai temi che più volte ho proposto, quali l'insegnamento della Lingua e Cultura Italiana come veicolo per lo sviluppo dei territori e come attrazione turistica culturale, per questo va un sentito ringraziamento al presidente Mario Oliverio che dal suo insediamento a Governatore dalla Calabria ha attivato con i vari dipartimenti i corsi di lingua Italiana per la conservazione dell’identità culturale della terra d’origine, al responsabile scientifico del progetto Luciano Romito, a Orlandino Greco, Anna Barcellini e ai collaboratori".
“Auguri infine ai due giovani che questa esperienza culturale, sia da incentivo e da volano per altre esperienze di giovani con il fine – conclude il senatore – di creare nel tempo sempre più interesse per l'Italia e la Calabria”.

GOVERNO/ ELETTI PD ESTERO: SI SACRIFICANO GLI INTERESSI REALI DEL PAESE ALLE AMBIZIONI DI ALCUNI PARTITI E LEADER IRRESPONSABILI

 

“La differenza si è vista subito. E che differenza! Nel 2013 il Parlamento si insediò senza una maggioranza definita. Dopo il generoso tentativo di Bersani di dare un governo al Paese, naufragato nella pantomima in streaming del Movimento 5Stelle, le forze maggiori raccolsero l’appello alla responsabilità del Presidente della Repubblica e avviarono il lavoro parlamentare, facendo nascere un governo che mise subito mano all’opera di risanamento e alle riforme. Una maggioranza di responsabili, per quanto politicamente eterogenea, ha retto all’urto del passaggio all’opposizione di alcuni gruppi parlamentari, come quello di Forza Italia, e ha consentito di compiere l’intera legislatura. Nonostante alcuni fattori d’emergenza, come l’intensificarsi dei flussi migratori e gli eventi sismici in Italia centrale. L’asse sul quale ha poggiato questo assetto è stato il partito di maggioranza relativa: il Partito Democratico”. Così in una nota congiunta gli eletti all’estero del PD, Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro, all’indomani della conclusione del terzo giro di consultazioni per la formazione del nuovo Governo, al termine del quale il Presidente Mattarella ha proposto ai partiti la formazione di un governo neutrale o il ritorno alle urne.
Nel 2013, ricordano i parlamentari Pd, iniziarono “cinque anni di lavoro: un lungo tratto di strada sul cammino del risanamento, la conversione dei parametri economici da negativi a positivi, oltre 900.000 occupati in più di cui la maggioranza a tempo indeterminato, numeri record nelle esportazioni e affermazione del made in Italy nel mondo, la svolta nelle politiche degli italiani all’estero, riforme di civiltà come le Unioni civili, il Dopo di noi, il Fine vita e numerose altre. Si è ricostruita, inoltre, l’immagine internazionale del Paese, riconosciuto, dopo anni imbarazzanti, come un partner dignitoso e affidabile”.
“Oggi, - aggiungono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro - di fronte a drammatiche necessità, come il lavoro ai giovani, il contrasto al disagio sociale, la costruzione di una governance a livello europeo dei flussi di immigrazione e lo spegnimento di focolai di guerra in aree di interesse strategico, i partiti premiati dagli elettori hanno consumato due mesi contendendosi la presidenza del consiglio e cercando di scegliere in campi altrui i partner preferenziali. Dopo aver paralizzato il Paese e congelato le attese, ora l’unico accordo che riescono a trovare è quello di precipitare gli italiani in nuove elezioni, senza rafforzare, per altro, i coefficienti di stabilità della legge elettorale”.
“Chi, come gli italiani all’estero, guarda da lontano alla situazione italiana, con spirito di appartenenza ma senza faziosità, rabbia e partigianeria, ha già espresso con chiarezza, anche mediante il voto, il suo orientamento a favore di un paese stabile, rinnovato, con una classe dirigente competente e credibile, attivo e autorevole nelle relazioni internazionali. Non è un caso – sottolineano – che il Partito Democratico sia stato riconosciuto dalla maggioranza degli elettori come il riferimento più coerente rispetto a questa idea di Paese”.
“Gli italiani all’estero, anche in questo difficile passaggio sapranno essere un valore aggiunto, aiutando l’Italia. Essi – concludono i parlamentari Pd – sapranno giudicare questo tradimento degli interessi profondi del Paese e l’assurda pretesa di sacrificare una legislatura sull’altare degli interessi di alcuni partiti e delle ambizioni di leader improvvisati e irresponsabili”.

IL VOSTRO VOTO CONTA INVIA IL PLICO ENTRO LE 16 DI GIOVEDI' 1 MARZO

Se avete ricevuto i plichi elettorali, votate subito e spedite la busta al consolato italiano. Se non li avete ricevuti potete ottenere un duplicato andando al consolato italiano con un documento di identità. 

Il vostro voto conta solo se la busta con le schede viene ricevuta dal consolato italiano entro le ore 16 di giovedì 1 marzo

Per essere sicuri che sia consegnata in tempo, spedite la busta con le schede entro la fine di questa settimana. 

 

If you have received the Italian election ballot papers, you must vote NOW and mail the envelope to the Italian consulate. If you have not received them, you may get a duplicate copy from the Italian consulate (please bring an ID with you). 

Your vote will count only if the ballot papers are delivered to the Italian consulate by 4pm on Thursday 1st March. 

To ensure the ballot papers are received by the due time/date, please mail the envelope by this weekend. 

 

 

 

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