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Tunisia, Giacobbe (Pd): Salvini e Moavero tuteleranno comunità italiana?

Non sono piaciute alla Tunisia le prime parole di Matteo Salvini da ministro dell’Interno, in particolare quelle in cui il leader leghista diceva, dalla in Sicilia, che Tunisi “non esporta certo brave persone ma galeotti”. La risposta è stata che il ministro degli Esteri tunisino ha immediatamente convocato l’ambasciatore italiano a Tunisi. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal nuovo ministro degli Interni Matteo Salvini – si legge nella nota del ministero degli Esteri tunisino - L'Ambasciatore d'Italia in Tunisia è stato ricevuto presso il Ministero degli Esteri per informarlo dello stupore della Tunisia per tali dichiarazioni, che non riflettono il livello di cooperazione tra i due paesi nel trattare il fascicolo migratorio e i vari meccanismi di coordinamento tra gli interessi tunisini e italiani”. Alla luce di quanto accaduto, il senatore del Partito Democratico eletto in Australia Francesco Giacobbe ha inviato ieri al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al ministro degli Interni un’interrogazione urgente a risposta scritta per chiedere “quale azioni intendano portare avanti i ministri interrogati in merito a tale situazione venutasi a creare a salvaguardia della nostra Comunità italiana a Tunisi e a salvaguardia dei programmi di cooperazione esistenti in materia di immigrazione tra i due Paesi con l'obiettivo di tenere saldi i rapporti Italia-Tunisia”.

L’EMIGRAZIONE ITALIANA Giacobbe nella sua interrogazione ha ricordato che “l'emigrazione italiana verso la Tunisia risale ai primi anni dell'800” che “i nostri concittadini hanno trovato da sempre accoglienza e rispetto; l'emigrazione italiana in quegli anni fatta da uomini e donne alla ricerca di lavoro, di un rifugio o per sviluppare una impresa anche a volte in maniera clandestina è paragonabile oggi a quello che molti tunisini stanno facendo a ritroso percorrendo strade simili”. In tutti questi anni, continua Giacobbe nella sua interrogazione, “la società tunisina ha avuto sentimenti di rispetto nei confronti della Comunità italiana riconoscendone dignità e valore; oggi l'Italia grazie ad un egregio lavoro diplomatico, culturale, economico, sociale e politico portato avanti dalla comunità e dai loro rappresentanti è il primo partner economico della Tunisia e le parole pronunciate dal ministro interrogato offendono i tunisini mettendo a rischio la vita pacifica di migliaia di italiani lì residenti”.

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